Storia del makeup labbra (Parte 2)

Le labbra nella storia: come sono diventate un’icona di stile e libertà, dagli anni ’40 a oggi.

C’è un momento preciso in cui il rossetto smette di essere solo trucco, quel momento in cui le labbra diventano dichiarazione. Da quel momento, ogni decennio aggiunge una voce a questa storia e ha ridefinito cosa significava colore, forma, texture che non sono più solo scelte estetiche ma raccontano un pezzo di noi.

Ma quando inizia il cambiamento?

Gli anni '40

Makeup = Statement. La diffusione dei cosmetici inizia a diffondersi dagli anni ’40: nascono i grandi brand e il rossetto entra in tutte le case, le labbra smettono di seguire un ideale imposto per iniziare a diventare un linguaggio personale.

Dalla Seconda guerra mondiale, poiché i cosmetici vennero proibiti nella Germania nazista, le donne dei Paesi alleati iniziarono a indossare il rossetto rosso patriotticamente come statement: era diventato "parte vitale dello sforzo bellico". E quando in Gran Bretagna le tasse resero il costo del rossetto inavvicinabile, le donne iniziarono a tingersi le labbra con il succo di barbabietola.

In questi anni, tramite makeup iconici delle dive come quelli di Rita Hayworth e Lilli Palmer, le labbra vengono disegnate più piene e arrotondate, meno rigide grazie anche all’emancipazione che la donna va a conquistare (ricordiamo che in Italia le donne hanno conquistato il diritto al voto proprio nel 1946).

Audrey Hepburn

Gli Anni '50

Makeup = Identità. 

Dopo la guerra, il makeup labbra si divide in due tipologie: da un lato quello più naturale ispirato allo stile delle tipiche donne di famiglia degli anni ’50, dall’altro quello più sensuale incarnato dalle icone dell’epoca come Marilyn Monroe e Sophia Loren, o dalle pin-up come Bettie Page.

Esiste tuttavia una terza strada, rappresentata da Audrey Hepburn con labbra curate e un po’ più squadrate che puntano sull’eleganza e sull’identità.

Bettie Page

Le pin-up celebravano invece una femminilità ricostruita nel dopoguerra, con tecniche che creavano labbra più piene e definite, spesso enfatizzando il centro del labbro superiore per un effetto voluminoso, abbinato a matite per contornare e definire il tutto (nasce in un certo senso il concetto di overlining). Con l’arrivo del colore sul grande schermo (Technicolor), esplode come tendenza tra le attrici anche il gloss labbra.

Twiggy

Gli Anni '60

Makeup = Libertà. Le rivoluzioni culturali, la nascita di movimenti giovanili, della cultura hippie e di una nuova identità femminile portano a una scelta opposta rispetto al passato. Negli anni ’60 il trucco labbra si sposta da colori intensi a tonalità più chiare e discrete, come rosa pallido, nude, pesca e salmone, spesso completato da un tocco di lucidalabbra per un effetto rimpolpante. Il focus è più su un aspetto fresco, giovane e quasi "bambola", look incarnato alla perfezione da icone come Twiggy, Edie Sedgwick, Brigitte Bardot o in Italia da Monica Vitti, Mina, Patty Pravo.

Alla fine di questi anni, è il momento in cui il makeup smette di essere seduzione obbligata e diventa davvero linguaggio personale.

Donna Summer

Gli Anni '70

Makeup = Linguaggio Personale. Negli anni ’70 i grandi cambiamenti sociali e la nascita della subcultura hippie e della cultura disco trasformano profondamente il modo di vivere il makeup. All’inizio del decennio, il trucco labbra segue ancora l’estetica naturale con colori chiari e gloss ma con la seconda metà degli anni ’70 le labbra diventano più definite, brillanti, spesso in colori più intensi. Icone come Donna Summer portano in scena una femminilità audace, legata alla libertà del corpo e dell’espressione.

Sul finire del decennio, con l’emergere sempre di più della cultura glam rock e punk, il rossetto inizia a spingersi oltre: compaiono tonalità scure, violacee e metalliche. Il makeup labbra viene portato sulle bocche di chi rifiuta modelli preconfezionati, anche nella musica come per esempio da David Bowie.

Grace Jones

Gli anni '80

Makeup = Affermazione. Tra cultura pop ed MTV, le labbra degli anni ‘80 si colorano di toni intensi e saturi, diventando un segno di potere e presenza. Il makeup non cerca equilibrio o discrezione: vuole essere visto ed è quindi audace e colorato, concetto rappresentato bene da icone come Madonna, Grace Jones, Cyndi Lauper

In questi anni è caratterizzato da rossetti opachi e saturi (fucsia, viola, marroni, rossi accesi) spesso definiti da un contorno matita scuro e contrastante (nasce il trend del lip contouring), spesso il tutto accompagnato dal gloss labbra con una funzione di protezione dagli agenti atmosferici.

Winona Ryder

Gli Anni '90

Labbra = Consapevolezza. Con la nascita delle supermodel ma anche della cultura grunge, il makeup labbra degli anni ’90 è dominato da un dualismo tra i due look.

Le labbra vengono scolpite quindi più che colorate, attraverso la matita labbra più scura (marrone/mattone), riempendo poi con un rossetto nude più chiaro (beige, tortora, pesca) e spesso finendo con un tocco di lucidalabbra trasparente. È una sensualità fredda, consapevole, come quella delle supermodel Naomi Campbell, Linda Evangelista.

Oppure si indossano rossetti marroni, bordeaux, quasi noir, spinti da un ideale più androgino, grunge come lo stile di Courtney Love, Winona Ryder e Kate Moss. Tutto è vibrazione urbana, consapevole malinconia.

Linda Evangelista

Dagli Anni 2000 ad Oggi

Labbra = Personalità. Con l’arrivo degli anni 2000 il trucco labbra punta su volume e brillantezza, con icone come Britney Spears e Christina Aguilera a dettare le tendenze; le labbra sono nude o rosate quasi del colore della pelle, effetto bagnato e massimo riflesso.

Ma proprio in questo periodo il rossetto smette di avere un significato unico: non è più solo femminilità o seduzione, diventa una scelta personale e rappresentazione della propria personalità. Oggi il trucco labbra non appartiene a un’epoca, a un genere o a un ideale preciso: convive con tutto e per la prima volta non c’è una vera e propria regola perché la domanda non è come truccarsi ma chi si vuole essere o come ci si vuole sentire.

Conclusione

Guardando indietro, le labbra hanno raccontato secoli di potere, moda e rivoluzione. Abbiamo ereditato secoli di storia, forme e significati.
Oggi però raccontano qualcosa di diverso: noi stess*. Non esiste una bocca giusta. Esiste la tua bocca, nel tuo modo. Perché ogni tratto di matita, ogni rossetto e ogni gloss è un modo per dire chi siamo, senza bisogno di parole. C’è solo la tua storia da raccontare, una linea alla volta.