Storia del makeup labbra (Parte 1)

Le labbra nella storia come specchio del potere e della società, dall’antico Egitto agli anni ’30.

Il modo in cui trucchiamo le labbra cambia con noi: con l’umore, con l’identità… e sì, anche con il tempo. Ogni epoca ha avuto una forma di labbra che raccontava un ideale di bellezza, uno status sociale o un messaggio. Questa è la storia di come il colore, la forma e il significato del rossetto (così come lo conosciamo noi oggi) hanno seguito l’evoluzione delle donne e del mondo intorno a loro.

Ma quando ha avuto inizio l’utilizzo di prodotti cosmetici sulle labbra?

Regina Puabi

Antico Egitto (3.000–1.000 a.C.) e Mesopotamia (3.500 a.C.)

Makeup = Potere. La prima evidenza archeologica dell'uso di cosmetici sulle labbra risale al 3.500 a.C., quando la regina dell'antica Mesopotamia Puabi (nota anche come Shubad) usava un intruglio di biacca e rocce rosse frantumate per colorarsi le labbra e simboleggiare il suo status di potere. I loro ‘’coloranti per labbra’’ venivano conservati in gusci di conchiglia.

Ma è stata individuata anche nell'Antico Egitto dove si utilizzavano pigmenti rossi (come ocra rossa miscelata a grasso animale o mescolata alla resina). Nell’antico Egitto il rosso non era solo colore: era protezione spirituale e simbolo di autorità. Ricordiamo Cleopatra che usava pigmenti rossi estratti da minerali o anche il carminio, estratto dalla cocciniglia. Truccarsi significava affermare: ‘’sono vivo, sono potente, sono connesso agli Dei’’.

Grecia Antica (400–300 a.C.)

Makeup = Naturalezza. Anche gli Antichi Greci facevano uso di cosmetici e anche le donne greche ricorrevano alla polvere di ocra per tingere le labbra. Tuttavia all’epoca c’erano rigide regole sociali e così il makeup occorreva per sembrare “sana”, non “truccata” e le labbra dovevano apparire naturali.

Antica Roma (200 a.C. – 400 d.C.)

Makeup = Appartenenza sociale. L’utilizzo del rossetto con l'Impero Romano definiva il rango. Matrone e nobildonne usavano pigmenti intensi e la colorazione delle labbra era molto comune (con tonalità vivaci che indicavano uno status più elevato) e utilizzavano ingredienti più costosi come il vermiglione, o cinabro, carico di mercurio ma mortali, mentre le persone meno abbienti invece dovevano utilizzare sedimenti di vino rosso per tingere le loro labbra ma sicuramente più sicuri.

Medioevo (V–XV secolo)

Makeup = Vanità. Nel Medioevo, le labbra rosse erano invece viste come un segno di commistione con il diavolo poiché i cristiani consideravano il trucco in opposizione agli insegnamenti religiosi che enfatizzavano l'umiltà e la bellezza naturale come parte del disegno di Dio. Dunque il trucco durante questo periodo storico era associato ad una femminilità misteriosa e spaventosa.

Rinascimento (1400–1600)

Makeup = Armonia. Grazie al Rinascimento, la bellezza tornava a essere una virtù e colorare le labbra con miscele artigianali a base di cera, pigmenti naturali o purtroppo a base di piombo (e quindi più pericoloso) diventava pratica diffusa tra le dame delle corti italiane, francesi e inglesi. Le labbra venivano truccate sempre sobrie, con tonalità rosate, nasce l’idea di una bellezza simmetrica in quanto le labbra non dovevano attirare l’attenzione ma solo completare un ideale di armonia.

Ottocento (XIX secolo)

Makeup = Modernità. A fine Ottocento la cosmetica inizia a nascere così come la conosciamo oggi e a diventare industria. Il rossetto per secoli è stato fatto in casa, mescolando pigmenti con grassi animali, cere e additivi naturali (non sempre sicuri) ma nel 1884 venne commercializzato il primo rossetto in stick avvolto in carta di seta: questo avvenne a Parigi e da lì inizia tutto, il rossetto cominciava a prendere forma nella versione che conosciamo oggi.

Nel 1888, nacque anche il primo centro estetico, prima di allora esistevano artigiani e speziali che producevano unguenti, rossetti, oli per la pelle.

Elizabeth Arden

Anno 1910–1912

Makeup = Visibilità. Nel 1915 Maurice Levy ideò il primo rossetto in formato stick retrattibile in tubo metallico, trasformando il rossetto in un oggetto pratico, quotidiano e igenico.

In questi anni fu Elizabeth Arden, fondatrice di uno dei marchi cosmetici più importanti al mondo, che diede un significato più profondo al rossetto: scese per le strade di New York distribuendo rossetti (rossi) alle femministe che marciavano per i propri diritti.

Nel Novecento infatti, quando le donne iniziano a prendere parola nello spazio pubblico, il rossetto non è più indossato come ornamento ma come gesto politico. Saranno infatti le suffragette, negli anni Dieci, a sfilare con il rossetto rosso come simbolo di autodeterminazione.

Gli anni '10 furono un periodo di transizione, ponendo le basi per l'esplosione di colori e forme più audaci che si sarebbero visti nel decennio successivo, con il trucco che si spostava da un ideale di purezza a uno di emancipazione e espressione individuale.

Clara Bow

Gli anni ’20 e ’30

Makeup = Audacia. Negli anni ’20 e ’30, con la nascita del cinema muto e poi sonoro, si passa da labbra “naturali” a labbra “disegnate”: diventano protagoniste assolute. Il rossetto entra nell’immaginario collettivo grazie ai volti delle ‘’flapper’’ e delle dive come Theda Bara, Clara Bow, Josephine Baker, Jean Harlow, Zelda Fitzgerald, Louise Brooks, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Mae West.

Negli anni '20, il trucco labbra divenne un simbolo di emancipazione femminile, con il rossetto (soprattutto rosso lampone e bordeaux) che passò da vasetto a tubetto, creando le famose "labbra a cuore" (Cupid's bow), rimpicciolendo il labbro superiore.

Zelda Fitzgerald

Nel 1930 Max Factor ha creato diversi cosmetici per l'industria cinematografica, come nel 1932 il lucidalabbra: voleva creare un prodotto per le labbra che le rendesse lucide e brillanti per i film. Le labbra disegnate con precisione chirurgica diventano un’identità visiva e scenica. Erano per lo più disegnate a cuore, ristrette e definite, con l’arco di cupido appuntito e man mano che si andava avanti con gli anni Trenta il tratto iniziava ad ammorbidirsi, reso popolare dalle "flapper" e dalle dive del cinema muto come Clara Bow e Louise Brooks

Josephine Baker

Queste nuove forme non erano solo trucco, ma un linguaggio estetico del cinema: definivano carattere, sensualità e identità delle attrici, contribuendo a creare l'immaginario moderno della femminilità.

Conclusione

Le labbra, dunque, sono sempre state più di un dettaglio estetico, ogni epoca ha lasciato un segno ed è così che le labbra hanno attraversato la storia come simbolo di potere, eleganza e identità ma la vera rivoluzione deve ancora cominciare.

La storia non finisce qui, approfondisci questo viaggio affascinante nella bellezza con ‘’La storia del makeup labbra (Parte 2) - Le labbra nella storia: come sono diventate un’icona di stile e libertà, dagli anni ’40 a oggi. ‘’