Nel linguaggio dermatologico, con “barriera cutanea” si indica soprattutto l’insieme strutturale e funzionale degli strati più esterni dell’epidermide, in particolare lo strato corneo. Qui, corneociti ricchi di cheratina e una matrice lipidica ben organizzata formano una struttura spesso paragonata a “mattoni e cemento”.
Questa struttura regola due processi vitali: impedisce all’acqua di evaporare troppo velocemente e, allo stesso tempo, filtra tutto ciò che entra. È un sistema tanto semplice da descrivere quanto complesso da replicare: non è solo una barriera fisica, ma anche chimica, microbica e immunologica.
La sua efficacia dipende da molti elementi: dal giusto equilibrio tra ceramidi, acidi grassi e colesterolo; dal pH leggermente acido che permette agli enzimi cutanei di lavorare correttamente; dal film idrolipidico che ricopre la superficie; e da un microbiota in salute, capace di competere con microorganismi potenzialmente patogeni. Quando uno di questi fattori si altera, l’intero sistema ne risente.